“Adesso Basta” un libro per mollare lavoro e città
Venerdì 22 Gennaio 2010 di Claudia Ferrari - www.salsadigitale.netPrima di tutto Buon Anno! Lo so… sono molto in ritardo con la ripresa dei lavori su Changeness. Volevo partire con il nuovo anno con un articolo fortemente orientato al cambiamento, tema assai caro a queste pagine, e ho scelto di parlare del libro di Simone Perotti edito dal Chiarelettere: “Adesso basta: lasciare il lavoro e cambiare vita“. Mi sembra piuttosto incisivo come titolo e profondamente in linea con i propositi sotto-i-botti del capodanno o le molte lamentele che si sentono spesso nei bar all’ora dell’aperitivo.
Prima di tutto è importante che vi riconosciate nel target definito dall’autore, cito: “Alle persone tra i venticinque e i cinquant’anni, single o coppie, con lavori di fascia media, medio alta e alta, non necessariamente di tipo manageriale o professionale, dunque generalmente laureati, con o senza master, abitanti soprattutto in grandi città, con entrate da più che sufficienti a maggiori.“. Questo perché alcuni discorsi tendono quasi ad infastidire chi ogni giorno cerca di mandare avanti la baracca, ma di questo è consapevole lo stesso autore che spesso e volentieri smussa i toni a volte fin troppo snob.
Ammetto che le prima 40/50 pagine mi hanno lasciato un po’ dubbiosa. Avevo la netta sensazione che mi volesse vendere qualcosa, nello specifico: la sua scelta di vita, il perché un uomo super-affermato, a soli 42 anni, molli Milano, il suo ottimo stipendio e le sue possibilità di carriera per navigare e scrivere, ovvero per fare quello che ha sempre amato ma anche sempre archiviato nella sua vita. Nonostante la diffidenza iniziale ho comunque proseguito e trovato alcuni spunti interessanti soprattutto nel capire che anche ad alti livelli si è sempre insoddisfatti o esaltatati per cose di valore minimo o effimero.
La parte finale è quella più pratica. L’autore si mette a farsi e a fare i conti in tasca a chi prende stipendi da favola per convincerlo che presto o tardi, con un po’ di buona volontà e un corso accelerato su come risparmiare facendosi i lavori domestici da soli, potrebbe anche lui guadagnarsi la libertà di vivere di quel che gli piace fare (sempre che questi lo sappia o ci abbia mai ragionato).
Cosa mi è piaciuto? La riscoperta dell’importanza della passione per quel che si fa, dell’amore per il fai-da-te e della soddisfazione nel gestirsi la vita e non farsela trascinare dagli eventi.
Vi lascio il link del libro su anobii:
http://www.anobii.com/books/Adesso_basta/9788861900851/012bd2aa0b815038a4/
e il suo blog http://www.simoneperotti.com
A presto!





Sabato 23 Gennaio 2010 alle 18:23
grazie della recensione. grazie anche dell’entusiasmo su questi temi, cosa ancor più significativa. Un saluto. Ciao. Simone Perotti
Lunedì 25 Gennaio 2010 alle 09:27
Grazie mille a te per aver lasciato un commento
Come hai più volte sottolineato, l’istinto di scappare da una vita che non si sente autentica, è frequente. Molti hanno dovuto rinunciare a sogni e attitudini per assecondare le richieste del mercato e per costruirsi una cognizione di se’ comunemente accettata. Penso quindi che le molte persone che stanno uscendo dai meccanismi moderni, stiano tracciando una strada importante (una speranza importante).
Già che ci sono, una domanda te la vorrei porre… pensi che necessariamente si debba ottenere un riconoscimento sociale e partecipare all’odierno mondo consumista e frenetico per arrivare a scoprire una vita più vera? O i nostri nonni e le tante persone che sono rimaste a contatto con la natura e la terra sono in realtà forse un po’ più avanti di chi è rimasto a boccheggiare in città? Me lo chiedo perché auspico un futuro in cui si possa scegliere serenamente, tra le tante strade, anche quella che stai vivendo tu, senza necessariamente dover provare a battersi nella gabbia dei Leoni per provare a se stessi che ce la possiamo fare…
Domenica 14 Febbraio 2010 alle 22:49
bel tema. non so risponderti. credo che ognuno abbia il suo punto di rottura. fino a che non lo raggiungiamo, vuol dire che possiamo andare avanti. io l’ho cercato e l’ho trovato. a quel punto dovevo cambiare. ma cambiare per me è essenziale. un caro saluto. ciao!