Bisogno di soluzioni? “Creatività per l’innovazione”
Venerdì 6 Febbraio 2009 di Claudia Ferrari - www.salsadigitale.netAlla parola “creativo” viene associata la figura dell’artista, del pubblicitario, dell’architetto o anche solo dell’eccentrico alternativo. In pratica, tutti coloro che per lavoro o diletto producono, o fanno di loro stessi, degli artefatti estetici e visivi. Abbandonando stereotipi limitativi, possiamo vedere la creatività come la capacità di risolvere un problema, o meglio ancora, la capacità di traslare un problema verso lo status di “possibilità”.
Ognuno di noi può applicare la sua dose di creatività per risolvere, migliorare, modificare situazioni o prodotti, ma soprattutto ognuno di noi può imparare a ricercare e stimolare soluzioni creative. Come fare? Iniziamo a conoscere la materia con un testo tutto italiano: “Creatività per l’innovazione” di Gianni Clocchiatti.
Un po’ percorso accademico e un po’ guida tascabile per manager, è consigliabile per tutti coloro che:
- pensano ancora che la creatività sia affare di pochi eletti, strambi e bohemien;
- desiderano approcciarsi al mondo della creatività e conoscere personaggi, metodi e scuole di pensiero;
- preferiscono avere in un unico testo un riassunto di ben 120 differenti modalità di alimentazione e gestione della creatività e dei suoi risultati;
- credono nell’utilità del lavoro di gruppo.
Non dimentichiamo “tutti coloro che” vogliono introdurre in azienda nuove tecniche per scovare interessanti alternative o veri e propri “lampi di genio”.
Un viaggio nel mondo della creatività fatto di pagine divertenti e leggere in cui vengono raccontate storie e somministrati piccoli test, insieme a zone più critiche un po’ appesantite da una serrata elencazione di acronimi inglesi.
Ora vado a fare i compiti: devo compilare la scheda alla fine del libro in cui l’autore chiede il mio preziosissimo feed back: buone idee gialle a tutti!




