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Fiere di settore: cosa considerare e perché partecipare

Venerdì 3 Luglio 2009 di Claudia Ferrari - www.salsadigitale.net

A furia di parlare di web 2.0, nuovi strumeni e mezzi, tecnologia e rete senza limiti, ci si dimentica dei metodi più tradizionali e consolidati per promuovere prodotto e aziende. In questo ambito mi riferisco alle fiere di settore.

Nel mio piccolo ho vissuto l’esperienza di una fiera con il progetto Eco-aziende.it. Per noi è stato un test sul piccolo per verificare l’attrattiva del progetto e raccogliere utili indicazioni dai possibili navigatori (ovvero i gentili ospiti che hanno avuto l’ardire di fermarsi ad ascoltarci) . Chi ha esposto con noi o è stato tra i pochi fortunati visitatori, conosce l’esito di 4 giorni di caldo record che hanno allontanato gran parte dei possibili interessati. Detto questo, non è che sia per tutti così!

L’investimento fieristico non è da poco e i costi solitamente sono proporzionati al numero di visitatori dell’anno precedente (dalle seconde edizioni in poi). L’azienda promotrice dell’evento solitamente approfondisce anche tutte le iniziative di visibilità che sono programmate e fornisce un elenco più o meno nutrito di modalità promozionali integrative.

Perché partecipare
Il successo di una fiera è, come per qualsiasi altro canale, misurabile, considerando quanti contatti sono arrivati, di che tipo, quanti si sono convertiti in clienti e quanto è stato venduto ai clienti acquisiti. In questo modo si possono tirare le somme e verificare se n’è valsa la pena. Oltre al contatto immediato, però, considerate alcuni fattori collaterali che possono essere comunque positivi:

  • visibilità del marchio;
  • possibilità di instaurare collaborazioni tra co-partner presenti in fiera;
  • stimolare contatti di varia natura;
  • mettere alla prova il proprio prodotto o servizio.

L’ultimo punto è quello che risulta più stimolante. Spesso, infatti, è difficile avere feedback diretti dai propri utenti (social network permettendo), grazie alle fiere potete conoscere apprezzamenti, curiosità, necessità latenti ed eventuali appunti. Il tutto per tornare a casa e metterci in saccoccia tanta esperienza e magari qualche buon idea per il futuro.

Costi e incentivi
Oltre al costo al metro quadro per lo spazio espositivo è necessario considerare tutti gli investimenti collaterali e quindi:

  • allestimento: alcune fiere conferiscono il solo spazio, altre forniscono di base un  minimo di corredo, chiedere sempre cosa è o meno compreso nel prezzo;
  • eventuale allacciamento ad internet (non datelo per scontato, meglio chiedere);
  • costi di iscrizione, registrazione o altri costi accessori - tipo eventuali assicurazioni.

Questo solo per la creazione dello stand. Ma l’azienda deve considerare anche:

  • materiali promozionali: considerate diversi tipi di visitatori ovvero chi passa frettolosamente e chi invece è veramente interessato. In considerazione anche dell’affollamento potete immaginare due differenti tipi di supporti: uno più sintetico da mettere a disposizione di chiunque e l’altro più approfondito da conferire a chi si ferma;
  • tempo lavoro di chi presenzia in fiera;
  • se l’area non è preallestita o comunque volete integrare con vostro materiale considerate quanto tempo avete per visionare spazio e progettare lo stand, così da pianificare degnamente gli acquisti collaterali.

Ci sono poi realtà commerciali e non che possono fornire un supporto ulteriore in termini di reali sconti economici, come le associazioni di categorie. Anche Eco-aziende.it, ad esempio, ha deciso di integrare parzialmente le spese di partecipazione al salone Ecoabitare per tutti i suoi iscritti desiderosi di esporre: http://www.eco-aziende.it/promozioni/annuncio.aspx?i=845

Vi lascio con un bando a sostegno della partecipazione fieristica per le imprese artigiane e magari con un augurio del tipo “ci vediamo in fiera”.

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