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Innovare per competere: di ritorno dalla premiazione

Mercoledì 31 Marzo 2010 di Claudia Ferrari - www.salsadigitale.net

Si è svolto ieri presso la Camera di Commercio di Pavia il secondo workshop “Innovare per competere: esperienze a confronto”, evento durante il quale sono state premiate le aziende pavesi promotrici di innovazione per il 2009.

Quest’anno argomento principe per possibili riflessioni è stato il “creare rete” e sfruttare le sinergie tra l’ambiente universitario, associativo e aziendale. Le tre esperienze presentate sono stati esempi di veri e propri virtuosismi di cosa voglia dire studiare insieme, spaziare (nel vero senso della parola) da un luogo ad un altro, collaborare-finalizzare e orientare il proprio business verso nuove forme di “convenienza economica”.

Cercherò di presentare, in breve, quello che abbiamo carpito:
1) Progetto Sprints: creazione uno standard per la trasmissione di dati tra i vari macchinari  presenti all’interno del processo produttivo della calzatura. L’università di Pavia insieme alla Assomac e ad un pool di aziende  (presente la ATOM Spa di Vigevano), hanno collaborato per creare una metodologia e relativa strumentazione che permettesse l’ottimizzazione dei processi produttivi grazie alla maggiore integrazione degli impianti. Collaborazione, studio e interazione tra teoria universitaria e pratica produttiva stanno dando risultati molto pratici come le prime aziende che producono in conformità allo standard e che quindi possono godere del vantaggio competitivo della maggiore compatibilità. Un ulteriore punto a favore è stato il vedere come un distretto di specializzazione storica come la calzatura per Vigevano sia tutt’ora fonte di soddisfazioni.

2) Galileo: come la Carlo Gavazzi Space S.p.A. è riuscita a partecipare al progetto Galileo per la creazione del sistema GPS europeo da affiancare, o lavorare in autonomia, alle strutture americane e russe. In questo caso è stata la collaborazione tra piccole aziende ad essere al centro dell’interessante relazione: è stata infatti tale sinergia che ha permesso a realtà limitate di dimensioni di diventare, insieme, il terzo polo a livello mondiale del settore.

3) Areta International: Biofarmaci, tecnologia e team. Molto interessante l’intervento di chiusura della Dott.ssa Nolli per una serie di ragioni. Prima tra tutte l’elevata componente tecnologica di un settore assolutamente all’avanguardia che deve convivere con lunghissimi tempi di attesa per arrivare al mercato (il processo di “approvazione” di un farmaco dura dai 12 ai 19 anni), seconda: la volontà di ritagliare la forma e il business della propria attività attorno ad una serie di esigenze mediche rimaste per lungo tempo al di fuori degli interessi delle aziende farmaceutiche: le malattie rare. Terzo punto: l’importanza dello staff e del lavoro in team, in questo caso composto da personale altamente qualificato (non solo laurea ma dottorati e continui investimenti in formazione) di cui il 70% donne.

L’intervento in chiusura del Dott. Denicolai dell’Università degli studi di Pavia, ci ha permesso di riassumere i benefits di queste esperienze ma soprattutto tradurle per le realtà piccole e non molto scientifiche come tante ce ne sono in Italia:

  1. Facciamo rete, collaboriamo e guardiamo fuori dal nostro guscio per vedere i nostri limiti e provare schemi di pensiero differenti;
  2. Prendiamo spunto da realtà diverse dalle nostre: non è detto che lo stesso meccanismo o mentalità utilizzata in altre esperienze non possa essere funzionale alla nostra azienda;
  3. Oltre alla tecnologia ci sono tanti campi in cui è possibile innovare, es. le compagnie aeree low cost hanno innovato nel marketing e nel servizio più che nella strumentazione tecnologica;
  4. Ripensare i modelli di business oltre ad utilizzare il pensiero laterale per trovare anche piccole innovazioni di processo o di prodotto.

Nel complesso una bella serie di spunti da riconsiderare oltre alla soddisfazione di ricevere un riconoscimento per il lavoro svolto: ricordo infatti che SalsaDigitale e uno dei suoi titolari, Carlo Amadori, sono stati tra i vincitori del Premio Imprese innovative 2009 per il progetto www.eco-aziende.it.

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