Un’azienda tra alti e bassi: l’esempio Lego
Mercoledì 25 Febbraio 2009 di Claudia Ferrari - www.salsadigitale.netIn un periodo tormentato come quello attuale è strano poter citare imprese di successo, ancor più particolare è il caso della Lego che ha registrato nel 2008 un anno di vendite record, ma che al tempo stesso è fresca reduce di più di un decennio di crisi.
In realtà la storia del gioco più amato dai trentenni miei coetanei è stata costellata fin dalle origini da alti e bassi (con una netta predominanza di questi secondi). Nel 1924 la giovane azienda del fondatore Ole Kirk Christiansen, andò a fuoco. Appena ripresa l’attività di produzione di attrezzi e arredamenti, arriva la Grande depressione del ‘29. Ancora una volta Christiansen resiste e insiste, ed è proprio la necessità di ottimizzare le spese di realizzazione delle sue strutture che lo spinge a realizzare miniature dei componenti da utilizzare in fase di progettazione.
Nasce l’idea dei mattoncini Lego che con il tempo vengono perfezionati e sperimentati fino a vedere nel 1958 la nascita della forma che viene utilizzata ancora oggi. Nel medesimo anno muore Ole Kirk Christiansen e suo figlio Godtfred prende le redini dell’azienda: inizia l’ascesa dell’azienda di Billund.
Gli 90 segnano l’avvento e la mostruosa crescita dei video-game che molto velocemente sostituiscono i mattoncini colorati nel cuore dei bambini. L’azienda danese fatica a rendersene conto e inizia ad investire in un piano di riqualificazione della produzione e del management nel 1996. Tra il 2003 e il 2004, Kjeld Kirk Kristiansen, nipote del fondatore Ole Kirk Christiansen, prende, lascia, riprende e rilascia la presidenza della società nel tentativo di far recuperare terreno all’impresa danese. La società che fino a pochi anni prima era considerata solida, industrittibile e sempre verde come i giocattoli da lei prodotti, registrava perdite e continui ripensamenti.
La Lego, da leg godt ovvero “gioca bene” in danese rinnova la produzione con scatole a tema, linee tecnologiche e video-giochi. Investe in internet, cambia management, taglia posti di lavoro e delocalizza la produzione nell’Europa dell’est e in Messico (azione ancora in corso d’opera, pianificata sul triennio 2007-2010). Il tutto per vedere qualche segno di ripresa nel 2006 e riaccendere le speranza per l’azienda proprio in tempi di crisi globale.
Fondamentale la ricostruzione dell’identità dell’azienda: in cerca di ammodernamento ma con la volontà di non perdere la propria natura distintiva. Le maggiori critiche, prima della ripresa ufficiale, si sono infatti lette in entrambi i sensi ovvero “non si è rinnovata abbastanza”contro “ha perso il suo carattere”. A mio avviso la rinata azienda danese è ancora sinonimo di gioco educativo e “buono”. Hanno infatti suscitato non poco scalpore una serie di strane immagini “per adulti” firmati Lego, dimostrazione di come il nome susciti ancora clamore soprattutto se associato a contenuti non appropriati.
Riferimenti:
Corriere.it
In crisi l’ impero “Lego”: i videogiochi battono i mattoncini
http://archiviostorico.corriere.it/1999/gennaio/19/crisi_impero_Lego_videogiochi_battono_co_0_9901193167.shtml
Repubblica.it
I bimbi cambiano la Lego va in crisi
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/04/26/bimbi-cambiano-la-lego-va-in.html
Il mattoncino va in pezzi l’anno più nero della Lego
http://www.repubblica.it/2005/d/sezioni/cronaca/legocrisi/legocrisi/legocrisi.html
SwissInfo.ch
Lego si trasferisce a est, 900 licenziati
http://www.swissinfo.org/ita/mondo/agenzie/detail/Lego_si_trasferisce_a_est_900_licenziati.html?siteSect=143&sid=6829985&cKey=1150823483000
Finanza Live
Nonostante la crisi globale, il 2008 è stato un anno eccezionale per Lego
http://www.finanzalive.com/notizie/nonostante-la-crisi-2008-anno-eccezionale-per-lego/




