L'iniziativa

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Voglio fare impresa: come iniziare.

Mercoledì 29 Aprile 2009 di Claudia Ferrari - www.salsadigitale.net

Avere un’idea imprenditoriale sembra quasi facile in confronto a quello che l’imprenditore deve affrontare per realizzarla. All’entusiasmo, presto si sostituisce un pò di frustrazione o la sensazione di essere soli difronte a mille ostacoli. Tutte queste sensazioni, dal delirio di onnipotenza alla desolazione più totale, sono comuni a tutti gli esseri umani: alla fine l’imprenditore è colui che insiste e persiste. I primi tempi sono forse i più entusiasmanti, fiduciosi della qualità, bellezza e solidità della propria idea, si è leggeri e sicuri che tutto andrà per il meglio, salvo poi non sapere in pratica come realizzare il proprio progetto. Non posso parlare da esperta (in fondo la mia società è in piedi solo da due anni) ma posso condividere un pò di esperienza maturata in fase di start up.

Qualunque sia la vostra idea, i conti devono tornare. Il vostro progetto non può vivere solo di speranze ma anche di logica e sensibilità per l’equilibrio di entrate e uscite. A questo, e a molti altri utili fini, serve l’odiato Business Plan. Odiato perché spesso è necessario rivedere le proprie convinzioni o rassegnarsi al fatto che pensare che il nostro prodotto piacerà perché piace a noi, è un pò pochino.

Compilare un Business Plan vuol dire passare in rassegna le dinamiche sulle quali si fonda il proprio progetto per trovare punti deboli e riuscire ad intervenire in tempo. Ma non solo: sintetizzando un preciso piano di azione è possibile programmare le attività sul breve e anche sul medio/lungo periodo. Ovviamente il mondo corre veloce e anche le condizioni economiche, sociali e personali mutano altrettanto velocemente. Il BP è una traccia oggetto di costanti controlli e sistemazioni e anche, diciamolo, il ricordo di come ci sembrava tutto così semplice all’inizio. Per chiudere: un buon Business Plan può essere presentato a possibili investitori (ma su questo argomento per adesso soprassediamo).

Lodato il Business Plan come strumento posso serenamente confessare che il mio era totalmente scentrato e ricordo ancora perfettamente l’antipatia che provavo quando mi facevano notare cose che poi si sono perfettamente avverrate. Situazione personale a parte (adesso ho capito sulla pelle sia l’utilità che lo spirito con il quale affrontarlo), un consiglio che posso dare è di affrontare questo mezzo con serenità, disponibilità e desiderio di perfezionare e verificare le proprie sensazioni.
Già, ma come? A mio avviso ci sono almeno 3 possibilità:

  1. Armarsi di pazienza e cercare on line (o acquistare in libreria) testi che spiegano come fare un BP;
  2. Cercare incubatori di impresa che possono sostenervi a livello consulenziare per tutto il periodo di preincubazione;
  3. Informarsi presso la Camera di Commercio della vostra provincia (o di quelle più vicine) per conoscere corsi di formazione utili alla compilazione del BP.

Io e socio abbiamo scelto la 3). Non vi aspettate di uscire con il piano bello che fatto: i corsi servono per aiutare a capire come ragionare e come costruire il vostro progetto (come fare una ricerca di mercato, come fare un prospetto economico finanziario, cos’è un flusso di cassa e perché sarà il vostro incubo peggiore…).

Se uscite indennti è già un buon segno. Se trovate più contro che pro allora consideratevi fortunati: l’avete scampata per un pelo!

E adesso un pò di link:

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